Recupero del deposito ferroviario e sua trasformazione in polo museale e archivio storico
Comune di Lanciano (CH)
Inquadramento immobile
Denominazione immobile: Deposito ferroviario della ferrovia Adriatico Sangritana
Indirizzo: Via del Mancino, Lanciano (CH)
Informazioni e riferimenti
Committente: TUA - Trasporto pubblico abruzzese
Periodo: 2009
Tipologia del servizio: Progettazione esecutiva/ impiantistica
Descrizione dell'intervento
L’intera struttura della Ferrovia Adriatico Sangritana è ubicata in una zona centralissima della città di Lanciano, completamente urbanizzata e densamente popolata. I suoi edifici, adibiti principalmente alla manutenzione dei treni, hanno subito nel corso degli anni notevoli ed anche importanti interventi di ristrutturazione ed ammodernamento che, se pur non modificando sostanzialmente l’aspetto complessivo dei luoghi, ne hanno di certo condizionato e limitato lo sviluppo.
Tuttavia, l’incremento positivo raggiunto negli ultimi anni dalla società F.A.S., ha comportato l’esigenza di trovare nuovi, più ampi e funzionali spazi da adibire alle opere manutentive che non riguardassero solo i mezzi rotabili, ma anche automezzi e pullman che la Società utilizza per il settore dei Viaggi e Turismo.
Reperiti questi nuovi spazi e trasferiti attrezzature ed attività, si è assunto il non facile compito di riutilizzare adeguatamente tutte le superfici ed i volumi di risulta.
Da qui nasce l’originale nonché ambiziosa l’idea di utilizzare questi ampi spazi per creare un Polo Museale Tematico sulla Ferrovia Adriatica Sangritana. Un museo assolutamente “diverso” che si distacca dai canoni a cui tutti noi siamo abituati; un Museo che è polo attrattivo e perno centrale di un più ampio ed ambizioso progetto: il “Museo Diffuso”.
Il progetto si configura principalmente per la delineazione delle nuove dotazioni impiantistiche del nuovo Polo Museale e Archivio Storico da insediare nei locali oggi destinati a deposito ferroviario, in Via Mancino, nel comune di Lanciano.
La scelta prioritaria è stata quella di conservare, quanto più possibile, i manufatti esistenti per due ordini di motivi: 1) maggiori superfici espositive necessarie a contenere elementi ed attrezzature di notevole ingombro; 2) evitare di stravolgere morfologicamente quanto oramai radicato ed integrato nel tessuto urbano.
Naturalmente questo non comporta il “congelamento” di quanto preesistente, ma il suo completo recupero e riuso una chiave nuova ed urbanisticamente corretta.